Gli esperti concordano sul fatto che alcune razze di cani spesso considerate indipendenti possono soffrire di ansia da separazione causando comportamenti distruttivi
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Gli esperti concordano sul fatto che alcune razze di cani spesso considerate indipendenti possono soffrire di ansia da separazione causando comportamenti distruttivi

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- 25 Febbraio 2026

Il silenzio di una casa vuota assume un altro tono quando un cane si aggira nervoso tra le stanze, aspettando il ritorno del suo umano. Molti proprietari adulti hanno vissuto quella scena familiare: un compagno a quattro zampe che attende dietro la porta con lo sguardo acceso di preoccupazione. Ma dietro quell’attesa, si nascondono spesso segnali poco evidenti di un disagio più profondo. In particolare, alcune razze considerate autonome restano sorprendentemente vulnerabili alla solitudine, e la loro reazione può lasciare conseguenze visibili e invisibili.

Comportamenti che parlano chiaro

Gli oggetti trovati morsi, i graffi sulle porte e il rumore di un abbaio che non conosce sosta sono realtà quotidiane per chi vive con certi cani. Un’assenza di poche ore basta a scatenare una tempesta comportamentale. Questa ansia da separazione va oltre la nostalgia: porta il cane a manifestare disagio con una rapidità che la semplice noia non spiega. Mentre l’animale annoiato resta apatico, quello ansioso si agita e cerca sollievo in azioni ripetitive, spesso autodistruttive.

Le radici profonde dell’ipersensibilità

Se l’attaccamento del cane al proprio umano appare tenero a prima vista, la scienza racconta altro. L’ansia nasce spesso da iperattaccamento, accentuato da uno svezzamento troppo rapido o dalla scarsità di esperienze sociali nei primi mesi di vita. I cani così sensibili finiscono per vivere l’attesa come una perdita vera e propria. A livello fisico, l’organismo reagisce: il battito cresce, la salivazione aumenta, compaiono tremori o rifiuto del cibo. Sono risposte di un corpo sotto stress, alimentate dalla produzione di cortisolo e da un crollo della serotonina, la molecola della calma emotiva.

Segnali da non ignorare

Un cane che osserva ogni movimento prima di un’uscita breve, che evita la ciotola appena resta solo o si mostra inquieto senza motivo, lascia indizi chiari. In situazioni più critiche, ci si accorge di leccate insistenti fino a creare ferite, del bisogno di mordicchiarsi la coda o di tentativi goffi di fuga. Tutti sintomi che raccontano un malessere psicologico reale, non un semplice capriccio.

Razze a rischio, sorprese e certezze

L’immagine del Border Collie o del Pastore Australiano come cani autonomi svanisce se lasciati spesso soli: la loro intelligenza e la voglia di collaborazione si rivoltano in ansia. Il Golden Retriever e il Labrador, noti per il loro equilibrio, si scoprono fragili quando vengono privati di interazione, mostrando comportamenti imprevedibili. E il Cocker Spaniel, con la sua affettività accentuata, sopporta poco i momenti senza riferimenti umani.

Come aiutare il cane a vivere meglio da solo

Piccoli accorgimenti fanno la differenza: giochi intelligenti, ossi da masticare e rompicapi distribuiti nei momenti di solitudine distraggono e rassicurano. La desensibilizzazione graduale – piccole assenze che si allungano nel tempo – aiuta i soggetti più sensibili a capire che il distacco non è pericoloso. Supporti naturali come feromoni, musica rilassante e accessori calmanti svolgono un ruolo sostanziale, purché un veterinario supervisioni eventuali integratori.

Prevenzione: il vero punto di forza

Socializzare il cucciolo tra le tre e le dodici settimane, senza rispondere sempre alle sue richieste, contribuisce a sviluppare autonomia. Rituali contenuti per le uscite, orari prevedibili per i pasti e le passeggiate rassicurano il cane, che impara così a gestire l’assenza come un evento normale nella routine.

Nuove abitudini, nuovi equilibri

Nei cani predisposti, la risposta all’ansia di separazione non è mai univoca ma richiede attenzione, ascolto e pazienza. Un intervento adeguato, avviato senza indugi, permette non solo di ridurre la sofferenza, ma anche di costruire una relazione più solida e serena, fatta di fiducia e rispetto reciproci.

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Giornalista freelance con una passione per la scrittura e la ricerca, amo esplorare temi diversi e condividere storie che possano informare e ispirare i lettori. Dopo anni di collaborazioni con diverse testate locali, ho deciso di dedicarmi alla creazione di contenuti indipendenti per poter esprimere la mia curiosità verso il mondo che ci circonda.